
Al fine di sensibilizzare la popolazione, di sostenere le produzioni agrarie e alimentari, in particolare della Rete nazionale di cui all'articolo 4, nonché di promuovere comportamenti atti a tutelare la biodiversità di interesse agricolo e alimentare, il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, anche con il contributo dei consorzi di tutela e di altri soggetti riconosciuti, possono promuovere, ai sensi dell'Art. 13 delle Legge 194/2014, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, l'istituzione di comunità del cibo e della biodiversità di interesse agricolo e alimentare, da intendersi come gli ambiti locali derivanti da accordi tra agricoltori locali, agricoltori e allevatori custodi, gruppi di acquisto solidale, istituti scolastici e universitari, centri di ricerca, associazioni per la tutela della qualità della biodiversità di interesse agricolo e alimentare, mense scolastiche, ospedali, esercizi di ristorazione, esercizi commerciali, piccole e medie imprese artigiane di trasformazione agraria e alimentare, nonchè enti pubblici.
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Il 26 novembre 2016, presso la sede dell’Azienda Agricola Sperimentale Dimostrativa (AASD) “Pollino” di Rotonda (PZ) dell’ALSIA, è nata la prima comunità del cibo e della biodiversità di interesse agricolo d’Italia, istituita ai sensi dell’art. 13 della legge 194/2015. L’intesa è stata sottoscritta da agricoltori e da allevatori custodi, dalle loro associazioni di tutela, da piccole imprese di trasformazione agraria ed alimentare, dai gruppi di acquisto solidale, da esercizi di ristorazione e commerciali, da Centri di ricerca, da Istituti scolastici ed universitari, da Enti parco, da Enti pubblici di interesse agricolo.
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La Comunità del Cibo di Crinale
La Comunità del Cibo di Crinale 20 40 vuole essere ‘la sfida delle sfide’ per chi ostinatamente sceglie di vivere, coltivare, produrre in aree che hanno conosciuto l’abbandono e lo spopolamento, per appassionati di luoghi e spazi che sono culle di tradizioni, usi, pensieri e paesaggi che rischiano di perdersi per sempre e per questo sentono l’urgenza di assicurarne il passaggio alle nuove generazioni. Ma anche per le classi dirigenti pubbliche e private.
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Le Comunità del Cibo e della Biodiversità
Su mandato regionale, Arsial ha contribuito alla costituzione di tre progetti finanziati con fondi Mipaaf, scelti attraverso selezione pubblica:
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La Compagnia del carosello. Agro-biodiversità e Comunità del Cibo
Progetto per la creazione di una Comunità del cibo e la valorizzazione della biodiversità di interesse agricolo e alimentare finalizzata alla promozione di un modello alimentare basato sull’agrobiodiversità orticola rispettosa di ambiente, tradizioni e identità culturali, capace di avvicinare consumatori e mondo della produzione, per creare una rete virtuosa di relazioni territoriali e una maggior condivisione di saperi.
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Le prime 5 Comunità del cibo e dell'Agrobiodiversità costituite in Toscana (Comunità del cibo e della biodiversità agricolo e alimentare della Maremma – APS, Comunità del cibo e dell'agrobiodiversità della Garfagnana, Comunità del cibo e dell’agrobiodiversità di interesse agricolo e alimentare dell’Amiata, Comunità del cibo della Valdichiana, Comunità del cibo di Crinale 20 40), e sostenute con un contributo del MiPAAF sul fondo della L. 194/2015, sono state anche riconosciute dal MiPAAF come Distretti del cibo iscrivendole al Registro nazionale distretti del cibo (L. 205 DEL 27/12/2017). Le altre 4 (Comunità del cibo “Bio-diversamente Piana”, Comunità del cibo e della biodiversità dei grani antichi di Montespertoli e delle colline del Chianti, Comunità del cibo delle Crete Senesi, Comunità del cibo “Cura la coltura”) sono sostenute dalla Sottomisura 10.2 del PSR 2014/2022, tramite Terre Regionali Toscane.
Comunità del cibo e dell’agrobiodoversità della Garfagnana
La comunità del cibo e dell’agrobiodiversità della Garfagnana è la prima in Toscana e la seconda in Italia. Costituita formalmente il 3 novembre del 2017 attraverso la sottoscrizione della “Carta della Comunità” da parte di 54 aderenti: coltivatori custodi, aziende agricole, agrituristiche e zootecniche ristoratori e trasformatori, associazioni locali, gruppi di acquisto solidale. Questo primo gruppo di persone ha costituito una libera associazione con lo scopo di confrontarsi sui temi legati all’agrobiodiversità e di promuovere la conservazione, salvaguardia e valorizzazione della stessa.
Comunità del cibo e della biodiversità agricolo e alimentare della Maremma – APS
Ccibo Maremma è una Comunità di promozione ed ha come obiettivo principale la tutela della biodiversità agroalimentare, e dei prodotti da essa ricavati. CCIBO promuove e valorizza le produzioni agroecologiche attraverso una rete sul territorio di agricoltori custodi, trasformatori, centri di ricerca e scuole. Il traguardo principale di questa rete è quello di far conoscere la estesa biodiversità del territorio Maremmano, la cultura e il territorio che la ospitano e di difendere il Cibo giusto e Sostenibile.
Comunità del cibo e dell’agrobiodiversità di interesse agricolo e alimentare dell’Amiata
Mission: Tutela della Agrobiodiversità e Identità Territoriale – Cibo buono e sano per il BenEssere dell’Uomo e della Terra – Cooperazione tra agricoltori per lo sviluppo di un’economia eticamente sostenibile
Comunità del cibo della Valdichiana
Mission: Partecipazione: la partecipazione è alla base di una programmazione e pianificazione delle azioni dal basso – Sostenibilità: attenzione all’ambiente, alla biodiversità e al territorio – Inclusività: capaci di includere ed essere resilienti da azioni/energie/investimenti dall’esterno (turisti, commercianti, investitori, mercati, ecc.)
Comunità del cibo di Crinale 20 40
La Comunità del Cibo di Crinale 20 40 vuole essere ‘la sfida delle sfide’ per chi ostinatamente sceglie di vivere, coltivare, produrre in aree che hanno conosciuto l’abbandono e lo spopolamento, per appassionati di luoghi e spazi che sono culle di tradizioni, usi, pensieri e paesaggi che rischiano di perdersi per sempre e per questo sentono l’urgenza di assicurarne il passaggio alle nuove generazioni. Ma anche per le classi dirigenti pubbliche e private.
Comunità del cibo "Bio-diversamente Piana"
Promossa dai Comuni di Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio, Calenzano, Signa, Carmignano, insieme a quindici aziende agricole del territorio, associazioni come il WWF e Slow Food, attivisti del cibo come Campingas e L’Alveare, enti di assistenza come la Caritas e la Misericordia, aziende pubbliche o miste come Qualità e servizi e l’Isola dei Renai, con il sostegno dell’Istituto di Agraria e di Urbanistica dell’Università di Firenze e del CNR.
Mission: Rigenerazione agricola locale: biodiversità e agroecologia. Promozione dei prodotti della rigenerazione: cibo locale alla popolazione locale. La comunità locale riscopre il buono, il bello, la cultura del proprio territorio agricolo.
Comunità del cibo e della biodiversità dei grani antichi di Montespertoli e delle colline del Chianti
Mission: Giusto prezzo agli agricoltori – Produciamoci il proprio cibo – Grani antichi. La comunità comprende agricoltori di varietà antiche di grano, gli esercizi commerciali, Coop Montespertoli, il Comune, l'Istituto comprensivo "Don Milani" e i gruppi di acquisto solidale della cittadina".
Comunità del cibo delle Crete Senesi
Mission: riacquisizione, salvaguardia e rivitalizzazione delle culture legate all’agro-alimentare e alla biodiversità delle Crete Senesi. Il primo progetto che intende intraprendere la nascente Comunità del Cibo delle Crete Senesi riguarda il Carciofo di Chiusure, un prodotto agricolo-alimentare che è stato un punto di forza delle attività agricole locali, fino agli anni ’60 del 1900.
Comunità del cibo "Cura la coltura"
Ambito locale: intera regione; soggetti presenti e operanti nella provincia di Siena, Pisa e Firenze. Mission: Condivisione – Cura – Esplorazione di luoghi e sapori
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Nell’aprile 2022 si è costituita formalmente l’associazione TERA Comunità del cibo e dell’agrobiodiversità dei cereali del Veneto APS. Tera significa “Territorio Ecosostenibile per il Rispetto dell’Agrobiodiversità”. Dal punto di vista territoriale il contesto di riferimento è estremamente diversificato e si estende tra le provincie di Verona, Vicenza, Padova, Treviso, Rovigo e Venezia.