| Classificazione | Regno: Vegetale Famiglia: Poaceae Genere: Zea Specie: Zea mays Nome comune: Mais NCBI TaxID: 4577 |
| Nome della varietà (come generalmente noto) | Mais delle Fiorine |
| Nome comune della specie/sottospecie | |
| Codice Anagrafe Nazionale | IT03tx00045770028 |
| Codice Nazionale | |
| Codice Regionale | |
| Decreto | Pubblicato con Decreto n. 518917 del 4/10/2024 |
| descrizione | area |
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| Mais Locale delle Fiorine | Nella medesima area (Clusone, BG) |
| Descrizione | Significato |
|---|---|
| Melga di Fiurine | Mais delle Fiorine |
| Regione | Provincia | Comune |
|---|---|---|
| Lombardia | Bergamo (BG) | Villa d'Ogna |
| Lombardia | Bergamo (BG) | Piario |
| Lombardia | Bergamo (BG) | Oltressenda Alta |
| Lombardia | Bergamo (BG) | Clusone |
| descrizione | I semi di Mais delle Fiorine sono conservati dal 1952 presso la banca del germoplasma del CREA - Centro di Ricerca Cerealicoltura Industriali Sede di Bergamo, seguendo i principali standard nazionali ed internazionali volti alla conservazione di sementi di cereali. In allegato i dettagli relativi ai criteri adottati per il mantenimento della varietà VA33 in purezza e la disponibilità di semente. |
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| descrizione | Il Mais delle Fiorine è conservato in alcuni piccoli campi ubicati a Clusone, a Villa d'Ogna (comune confinante con Clusone) e a Oltressenda Alta. Tali campi sono localizzati in aree montane e distanziati oltre 500 metri da altri campi di mais al fine di evitare l'ibridazione. I campi sono gestiti dall'Associazione Grani dell'Asta del Serio e, ad oggi, la conservazione è svolta unicamente dall'Az. Agr. Andrea Messa. Le spighe palesemente fuori tipo non sono considerate per la conservazione e la produzione di semente (le loro cariossidi sono utilizzate solo per la produzione di farina). Inoltre, le cariossidi utilizzate per le semine sono selezionate considerando quelle che crescono nella parte mediana delle spighe (come evidenziato nella videointervista al dott. Andrea Messa) e scartando quelle presenti all'apice della spiga (piccole e/o poco sviluppate) e quelle alla base (spesso troppo grosse e difficili da gestire dalle seminatrici meccaniche). L'umidità delle cariossidi destinate alla semina viene costantemente monitorata dall'attuale "agricoltore custode" (Andrea Messa), impiegando un umidostato per cereali, affinchè si mantenga al di sotto del 14%. Nel caso in cui il Mais delle Fiorine dovesse essere iscritto in Anagrafe, saranno individuati altri 1-2 agricoltori custodi soci dell'Ass. Grani dell'Asta del Serio che dispongano di campi adatti alla funzione. Attualmente vengono prodotti circa 40 kg di granella così ripartita: - ~20 kg per trasformazione (produzione di farina) - ~15 kg per la semina della stagione successiva - ~5 kg come scorta seme Il quantitativo di semente conservato ogni stagione è di ~20 kg. La semente conservata è selezionata scartando le spighe fuori tipo. In caso di iscrizione del Mais delle Fiorine all'Anagrafe, ed in seguito ad eventi di promozione/valorizzazione della cultivar, è prevedibile/auspicabile nel breve periodo (2024-2025) l'ampliamento delle superfici di coltivazione a circa 2 ha e il raddoppio della produzione di granella (sia destinata alla trasformazione che alla semina). |
| descrizione | |
| descrizione | Il Mais delle Fiorine è una cultivar di mais tradizionalmante coltivata nel territorio di Clusone (BG) in località Fiorine. Ciò è confermato da vari fatti, documenti e testimonianze. Nel 1952 il dott. agronomo Aureliano Brandolini raccolse alcuni campioni di cariossidi di mais proprio in località Fiorine. Tali campioni vennero depositati presso la banca del germoplasma della Stazione di Maiscoltura di Bergamo - CRA (l'attuale CREA - Centro di Ricerca Cerealicoltura Industriali Sede di Bergamo) con il codice di accessione "VA33 - Locale Fiorine" come riportato in Bertolini (2002). Le cariossidi di Mais delle Fiorine sono oggi conservate ex situ presso la medesima banca del germoplasma. Per confermare ulteriormente la presenza del Mais delle Fiorine a Clusone e il suo legame con il territorio di origine, sono state raccolte alcune testimonianze di anziani agricoltori locali. Di seguito si riportano le informazioni più salienti raccolte dagli agricoltori mentre si rimanda ai documenti in allegato per maggiori dettagli. Il Sig. Andra Spada (anno di nascita: 1934) osservando alcune spighe di Mais delle Fiorine mostrategli nel 2019 è stato in grado di attribuirle alla suddetta cultivar locale di cui ha descritto particolari morfologici e sensoriali. In particolare il Sig. Spada ha riferito che coltivava il Mais delle Fiorine a "Senda" (un valico nei pressi di Clusone) e "oltre la Senda" (in campi localizzati verso Piario e Villa d'Ogna) e che da questo tipo di mais si ricavava una farina "molto buona, quasi dolce". Il Sig. Spada ricorda anche che nel 1958 cessò di coltivare il Mais delle Fiorine. Il Sig. Andrea Balduzzi (anno di nascita: 1932), mostrategli spighe di diverse tipologie di mais, ha riconosciuto nel Mais delle Fiorine quello che lui coltivava nei campi/terrazzamenti di "Bastera" a Clusone fino al 1957. Il Sig. Balduzzi ricorda che le spighe del Mais delle Fiorine venivano fatte essiccare fino alla "prima neve" e che le cariossidi venivano portate a Cerete (comune della Val Seriana ne pressi di Clusone) per essere macinate. La sua famiglia utilizzava solamente farina di "Fiurine" per la preparazione di alimenti a base di farina di mais. Il Sig. Bortolo Rota (anno di nascita: 1942) racconta che da ragazzino coltivava con suo padre il Mais delle Fiorine in alcuni campi ubicati nella "Piana di Clusone". Loro lo chiamavano "Melga di Fiurine", nome che tradotto dal dialetto bergamasco significa "Mais delle Fiorine". La sua famiglia cessò la coltivazione del Mais delle Fiorine nel 1961. La coltivazione del Mais delle Fiorine terminò attorno agli anni '70. Solo nel 2015 grazie alla volontà dell'Associazione Grani dell'Asta del Serio e al CREA - Centro di Ricerca Cerealicoltura Industriali Sede di Bergamo (che fornì la semente) si tornò a coltivare questa cultivar in alcuni piccoli appezzamenti ubicati a Clusone e aree limitrofe. Maggiori dettagli sul ritorno del Mais delle Fiorine nella sua area di origine sono riportate nella videointervista a Andrea Messa presidente dell'Associazione Grani dell'Asta del Serio (in allegato). |
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| descrizione | Il Mais delle Fiorine è attualamnte coltivato nei comuni di Clusone (area d'origine), Villa d'Ogna, Oltressenda Alta e Piario che sono ubicati in Valle Seriana (provincia di Bergamo). L'attuale coltivazione è stimata in circa 1 ha con un investimento di circa 8-10 piante per metro quadro. |
| livello | Alto | ||
| note | |||
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| luogo e periodo dove si sono effettuate le rilevazioni | Le rilevazioni sono state svolte dal 2017 presso i campi dell'Associazione Grani dell'Asta del Serio, i campi sperimentali dell'Università degli Studi di Milano (Azienda Agraria Didattico-Sperimentale "Angelo Menozzi" - Landriano - PV) e presso i campi sperimentali del CREA - Centro di Ricerca Cerealicoltura Industriali Sede di Bergamo. | ||||
| I caratteri descrittivi obbligatori delle schede descrittive dei vegetali (vedi Linee guida nazionali) | Il Mais delle Fiorine ha due principali caratteristiche morfologiche che lo contraddistinguono da altre cultivar tradizionali di mais coltivate nelle aree prealpine lombarde: 1) le spighe di Mais delle Fiorine hanno forma conica e sono molto corte (lunghezza < 20 cm, nella maggior parte dei casi < 15 cm). Secondo Ardenghi (2019) il Mais delle Fiorine è l'unico mais tradizionale lombardo con spiga conica. 2) le cariossidi del mais delle Fiorine (vitree color arancio) hanno forma obovata senza la presenza di rostro/spina. La forma obovata delle cariossidi fa si che non vi siano spazi vuoti fra di esse (i solchi fra i ranghi sono assenti). Il Mais delle Fiorine si presenta molto uniforme (rispetto ad altre cultivar tradizionali) per tutti i caratteri morfologici considerati ai fini della registrazione all’Anagrafe Nazionale (fuori tipo: < 5-7%). Il motivo di una sua “base genetica ristretta” potrebbe essere dovuto al fatto che il Mais delle Fiorine è stato reintrodotto in Val Seriana nel 2014-2015 impiegando un pool di semi di circa 1 kg fornito dalla banca del germoplasma del CREA di Bergamo dove tale cultivar è stata conservata per decenni. In allegato si trasmette una nota integrativa alla scheda morfologica. |
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| campo note libero per l'inserimento caratteri ulteriori e particolari caratteristiche | Da uno studio condotto dall'Università degli Studi di Milano (Giupponi et al. 2021) è emerso che la forma della cariosside del Mais delle Fiorine è significativamante differente dalla quella di altre cultivar tradizionali delle aree prealpine lombarde (Spinato di Gandino, Rostrato rosso di Rovetta, Scagliolo di Carenno e Nero Spinoso). Inoltre le cariossidi di Mais delle Fiorine sono molto più ricche di amido (81%). | ||||
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| metodo | Otto simple-sequence repeat (SSR) markers sono stati impiegati per valutare la distanza genetica fra cinque cultivar tradizionali di mais (fra cui il Mais delle Fiorine) coltivate nell'area prealpina lombarda (Giupponi et al. 2021). | ||
| risultati | L'analisi genetica ha evidenziato una notevole distinzione fra il Mais Locale delle Fiorine e la altre cultivar lombarde considerate (Spinato di Gandino, Rostrato Rosso di Rovetta, Scagliolo di Carenno e Nero Spinoso). Per i dettagli relativi ai risultati dell'analisi genetica si rimanda a Giupponi et al. (2021) (in allegato). | ||
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| descrizione | Il Mais delle Fiorine è una cultivar tradizionale rustica che può essere coltivata dalla pianura alla media montagna. Da uno studio recente (Giupponi et al. 2021) è infatti emerso che il Mais delle Fiorine è in grado di compiere il suo ciclo vitale sia in campi ubicati a Landriano - PV (90 m s.l.m.) sia in campi ubicati a Oltressenda Alta - BG (940 m s.l.m.). Inoltre, questa cultivar locale tradizionale è in grado di crescere anche su suoli poco profondi e sabbiosi (come quelli dei campi delle aree montane) rimanendo produttiva tanto quanto in campi con suoli più profondi e ricchi di terra fine e nutrienti. Il Mais delle Fiorine non ha esigenze agronomiche particolari rispetto a quelle di altre cultivar di mais. Altre caratteristiche agronomiche del Mais delle Fiorine (Bertolini 2002): - Produttività: ~20 - 30 q/ha - Altezza pianta: ~163 cm - Altezza di inserzione prima spiga: ~80 cm - Fioritura maschile (GDD base 10°C): 658 - Fioritura femminile (GDD base 10°C): 688 - Peso 1000 semi: 270 g - Resa alla macinazione: 55,4% |
| descrizione | L'analisi nutrizionale della farina di Mais delle Fiorine ha evidenziato un alto contenuto in amido (81%) rispetto ad altre cultivar locali tradizionali lombarde, nonchè un alto contenuto di zinco (35 mg/Kg) e basso contenuto di fosforo (3256 mg/Kg) (Giupponi et al. 2021). |
| descrizione | La caratterizzazione morfologica, agronomica, genetica e nutrizionale del Mais delle Fiorine e le azioni volte alla sua conservazione e valorizzazione rientrano nelle attività dei seguenti progetti dell'Università degli Studi di Milano e del CREA - Centro di Ricerca Cerealicoltura Industriali Sede di Bergamo: Progetti dell'Università degli Studi di Milano - CRC Ge.S.Di.Mont. (Responsabile: prof.ssa Anna Giorgi): - "FISR-MIUR Italian Mountain Lab". Sito internet: https://www.unimontagna.it/progetti/italian-mountain-lab-ricerca-e-innovazione-per-lambiente-e-territori-di-montagna/ - "Valorizzazione della biodiversita` dei territori di montagna, con particolare riferimento all’agro-biodiversita` e derivati: orizzonti di bio e green economy per la montagna (DARA–CRC Ge.S.Di.Mont.)". Sito internet: https://www.unimontagna.it/progetti/valorizzazione-della-biodiversita-dei-territori-di-montagna-con-particolare-riferimento-allagrobiodiversita-e-derivati-orizzonti-di-bio-e-green-economy-per-la-montagna/ - "Montagne: Living Labs di innovazione per la transizione ecologica e digitale". Sito internet: https://www.unimontagna.it/progetti/montagne-living-labs-di-innovazione-per-la-transizione-ecologica-e-digitale/ - CereAlp - Buone pratiche per la coltivazione e la trasformazione di cereali alpini e piante officinali. Sito web: https://www.unimontagna.it/progetti/buone-pratiche-per-la-coltivazione-e-la-trasformazione-di-cereali-alpini-e-piante-officinali-ceralp/ Progetti del CREA - Centro di Ricerca Cerealicoltura Industriali Sede di Bergamo: - “GEMMA - Genotipi di mais lombardo e microbioma: nuove prospettive per il controllo di funghi tossinogeni e l'adattamento ai cambiamenti climatici” - Responsabile: Carlotta Balconi - Varietà locali di mais: caratterizzazione per la reintroduzione nel territorio lombardo (VALOMAYS) - PSR 2014-2020, Operazione 10.2.01 – Conservazione della biodiversità animale e vegetale. Responsabile: Rita Redaelli - Progetto per l’attuazione delle attività contenute nel programma triennale 2020-2022 per la conservazione, caratterizzazione, uso e valorizzazione delle risorse genetiche vegetali per l’alimentazione e l’agricoltura” (RGV-FAO), finanziato da MASAF. Responsabile: Carlotta Balconi. |
| descrizione | Alfieri M., Torri A., Balconi C., Valoti P., Redaelli R. 2013. Determinazione della capacità antiossidante totale in germoplasma italiano di mais. Dal Seme 4: 27-31 Ardenghi N. (2019). Varietà locali e cultivar obsolete di mais in Lombardia. http://relive.unipv.it/wp-content/uploads/2019/12/Pubblicazione-Mais-Lombardia-Relive-L.pdf Balconi C., Redaelli R., Valoti P., Pecchioni N. 2020. Il progetto EVA - European Evaluation Network: un’opportunità strategica per valorizzare le risorse genetiche del mais italiano. Mangimi & Alimenti, XII (3): 26-28 Italia e Bolivia. Mangimi & Alimenti, XI (3): 14-16 Balconi C., Redaelli R., Valoti P., Pecchioni N. 2020. Il progetto EVA - European Evaluation Network: un’opportunità strategica per valorizzare le risorse genetiche del mais italiano. Mangimi & Alimenti, XII (3): 26-28. Balconi C. Pecchioni N. Frascaroli E. 2021. Progetto PRIMA DROMAMED: valorizzazione delle risorse genetiche di mais per fronteggiare i cambiamenti climatici nell’area mediterranea. Mangimi & Alimenti, XIII (4): 24-28 Berardo N., Mazzinelli G., Valoti P., Laganà P., Redaelli R. 2009. Characterization of maize germplasm for the chemical comp Berardo N., Mazzinelli G., Valoti P., Laganà P., Redaelli R. 2009. Characterization of maize germplasm for the chemical composition of the grain. J. Agric. Food Chem. 57: 2378-2384. Bertolini M. (2002). Mais in Lombardia: varietà tradizionali. Quaderni della ricerca, Milano, Regione Lombardia, Bergamo, Istituto Sperimentale per la Cerealicoltura, Sezione di Bergamo. https://docplayer.it/21766205-Mais-in-lombardia-varieta-tradizionali.html Casarico L. (2019). Il Mais delle Fiorine: caratterizzazione molecolare e iscrizione al registro delle varietà da conservazione. Tesi di laurea magistrale in Scienze Agroambientali, Università degli Studi di Milano. Giupponi L., Leoni V., Colombo F., Cassani E., Hejna M., Rossi L., Pilu R. (2021). Characterization of “Mais delle Fiorine” (Zea mays L.) and nutritional, morphometric and genetic comparison with other maize landraces of Lombardy region (Northern Italy). Genetic Resources and Crop Evolution 68: 2075-2091. DOI: 10.1007/s10722-021-01118-3. https://link.springer.com/article/10.1007/s10722-021- 01118-3-v Valoti P., Balconi C. 2013. La biodiversità in tavola: varietà. In: “Bergamo Terra del gusto – Polenta Bergamasca e Dintorni” antiche di mais per mille polente”. Collana dell’Associazione Promozione del Territorio, Bergamo ISBN 978-88-903803-7-2, pp 30-33 Suriano S., Balconi C., Valoti P., Redaelli R. 2021. Comparison of total polyphenols, profile anthocyanins, color analysis, carotenoids and tocols in pigmented maize. LWT - Food Science and Technology 144: 1-9. DOI:10.1016/j.lwt.2021.111257 Tafuri A, Alfieri M., Redaelli R. 2014. Determination of soluble phenolics content in Italian maize varieties and lines. Tecnica Mol. Intern. 65(15A): 60-69 Zanini S. (2018). La cerealicoltura di montagna: analisi di una varietà locale di mais e buone pratiche di coltivazione. Tesi di laurea triennale in Valorizzazione e tutela dell'ambiente e del territorio montano, Università degli Studi di Milano. |
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