| Classificazione | Regno: Vegetale Famiglia: Amaryllidaceae Genere: Allium Specie: Allium cepa Nome comune: Cipolla NCBI TaxID: 4679 |
| Nome della varietà (come generalmente noto) | Cipolla di Terceretoli |
| Nome comune della specie/sottospecie | |
| Codice Anagrafe Nazionale | IT09tx00046790844 |
| Codice Nazionale | |
| Codice Regionale | VE_172 |
| Decreto | Pubblicato con Decreto n. 26055 del 20/1/2026 |
| Regione | Provincia | Comune |
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| Toscana | Massa-Carrara (MS) | Mulazzo |
| descrizione | La conservazione ex situ è realizzata dal Dipartimento di Scienze Agrarie Alimentari e Agro-ambientali, Via del Borghetto 80, Pisa, tramite celle frigorifere, crioconservazione e campi sperimentali. |
| descrizione | Una decina tra aziende e privati cittadini, coltivano tradizionalmente, prevalentemente per uso familiare, la Cipolla di Terceretoli. |
| descrizione | |
| descrizione | Questa varietà locale è stata segnalata al Dipartimento di Scienze Agrarie Alimentari e Agro-ambientali dell’Università di Pisa circa 5 anni fa dal sindaco di Mulazzo, Dr .Claudio Novoa. La coltivazione della cipolla a Terceretoli è una tradizione antica, tanto che nessuno ricorda esattamente quando sia iniziata. Tuttavia, è evidente che vi sia stato un significativo sviluppo negli anni Trenta del Novecento, in un periodo storicamente rilevante per la media Val di Magra. In quegli anni si registrò un notevole aumento della popolazione e una crescente domanda di generi alimentari, che coincise con l'espansione dell'industria dei polverifici e dinamitifici nella zona di Boceda, nel comune di Mulazzo, che dava lavoro a circa mille operai, molti dei quali immigrati. Questo contesto portò a un notevole incremento delle attività commerciali, con la piazza mercantile di Bagnone che registrò un forte sviluppo. La forte domanda di cipolle, non solo per l'uso domestico ma anche per la ristorazione e le mense aziendali, spinse gli abitanti di Terceretoli a concentrarsi quasi esclusivamente sulla coltivazione di questo prodotto. Pur essendo un'attività stagionale, la coltivazione della cipolla divenne una fonte di reddito importante, seppur integrativa rispetto alle altre attività economiche locali, come la pastorizia, l'allevamento delle mucche e la castanicoltura. Rendono testimonianza di questa tradizione le parole degli anziani del paese, alcuni dei quali sono stati intervistati per raccontare quanto ricordavano della cipolla di Terceretoli e di ciò che ruotava attorno alla sua coltivazione e utilizzo; i video delle interviste (allegate alla richiesta di iscrizione) rappresenteranno, quindi, un’importante fonte documentale per questa varietà locale. Tra gli intervistati il Sig. Genesoni Cerangelo ha fornito un’importante testimonianza orale in quanto la madre Adriana, era una tra le maggiori coltivatrici/produttrici di cipolle a partire dagli anni ’50 e, grazie all’attività della sua famiglia, la coltivazione è proseguita per decenni. L’importante lavoro svolto dal Sig. Genesoni che, negli ultimi anni è stato affiancato dall’amico Enrico Biagi e al quale ha passato il simbolico “testimone della tradizione”, ha reso possibile la conservazione della cipolla fino ad oggi. Particolarmente rilevante la testimonianza dello storico Prof. Riccardo Boggi che, oltre ad avere esperienza diretta della presenza delle cipolla nel territorio di Mulazzo, negli anni ha contribuito alla raccolta delle informazioni necessarie a garantire il legame storico di questa ortiva con il territorio di Mulazzo. La cipolla di Terceretoli è impiegata in molte preparazioni culinarie tradizionali, tra cui la torta d’erbi, la barbotta e la torta di riso e cipolla. A testimoniare l’importanza di questo legame consolidato nel tempo è anche la presenza della cipolla di Terceretoli nell’elenco dei Prodotti Alimentari Tradizionali (PAT), approvato dal Ministero delle politiche Agricole Alimentari e Forestali, nel quale sono inseriti quei prodotti agroalimentari il cui utilizzo è documentato per un periodo non inferiore ai venticinque anni. |
| descrizione | L’indagine condotta su tutto il territorio ha permesso di accertare che la zona di diffusione è circoscritta perlopiù al Comune di Mulazzo, dove pochi agricoltori la stanno coltivando sia nel paese di Terceretoli a 520m s.l.m. che in altri piccoli appezzamenti situati nel Comune. |
| livello | Alto |
| note | Attualmente viene coltivato soltanto per l’autoconsumo, sia come cipolla “in erba” che come bulbo maturo. La produzione non è quantificabile, ma risulta una superficie inferiore ad 1 ettaro su tutta l’area comunale. Non ci sono notizie della presenza della coltura di questa varietà in altre zone italiane. L’indagine condotta su tutto il territorio ha permesso di accertare che la zona di diffusione è circoscritta perlopiù al Comune di Mulazzo, dove pochi agricoltori la stanno coltivando sia nel paese di Terceretoli a 520m s.l.m. che in altri piccoli appezzamenti situati nel Comune. Per la determinazione del grado di rischio di estinzione, la somma dei valori relativi ai diversi parametri, indicatori del livello di rischio, come indicati nella TABELLA ripresa delle Linee guida nazionali, supera il valore di 18, per cui l’accessione risulta ad alto rischio di erosione. I fattori che più incidono sulla quantificazione del suddetto rischio sono essenzialmente dovuti sia al ridotto numero di coltivatori, che alla limitata dimensione delle superfici coltivate. |
| luogo e periodo dove si sono effettuate le rilevazioni | Le rilevazioni sono state effettuate dal DiSAAA-a nel periodo 2022-2024, in situ ed ex situ: IN SITU: Terceretoli (in situ), Comune di Mulazzo. Provincia di Massa-Carrara. Il paese di Terceretoli, all’ingresso del quale è situato l’appezzamento in cui sono stati effettuati i rilievi è situato a 520 m di altitudine, le coordinate geografiche sono: 44°17′16″N 9°53′46″E. EX-SITU: San Piero a Grado (PI), Centro Sperimentale di Rottaia (43°40′48″N 10°20′55″E). |
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| I caratteri descrittivi obbligatori delle schede descrittive dei vegetali (vedi Linee guida nazionali) | In allegato la descrizione della Cipolla di Terceretoli realizzata sulla scheda relativa, delle Linee guida nazionali. | ||||||
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| campo note libero per l'inserimento caratteri ulteriori e particolari caratteristiche | |||||||
| descrizione | Produzione del seme Il seme da cui nascono le piantine viene prodotto partendo da un’attenta selezione dei bulbi più sani, che presentano caratteristiche di forma, dimensione e colore tipiche. I bulbi vengono selezionati a luglio e conservati in un luogo fresco, asciutto e buio (come le cantine) fino a settembre/ottobre, quando vengono messi a dimora in terreni previamente preparati. La preparazione del terreno include una lavorazione principale superficiale (vangatura, aratura) seguita da una concimazione organica con letame e affinamento del terreno (erpice). Vengono quindi preparati i solchi, distanti circa 1 m l’uno dall’altro nei quali vengono poste a dimora i bulbi. I bulbi, una volta messa a dimora, non richiedono cure particolari fino all’estate, se non una rincalzatura a marzo. La raccolta dei semi avviene, in genere, alla fine di luglio: si procede con il taglio dello stelo fiorale, dopodiché i fiori vengono posti ad essiccare all’ombra, in un luogo ben ventilato, per circa una settimana. L’estrazione del seme avviene manualmente, sfregando i fiori essiccati tra le mani, e procedendo con una prima separazione tramite setacci. Per verificare la qualità del seme, tradizionalmente si procede con immersione in acqua in quanto i semi che vanno a fondo sono idonei per la semina (semi pieni), mentre quelli che galleggiano (semi vuoti) vengono scartati poiché non daranno vita a nuove piante. I semi selezionati vengono poi essiccati all’ombra, in un luogo asciutto e ben ventilato e conservati per essere utilizzato nell’anno successivo, poiché il seme raccolto in un anno viene sempre utilizzato l’anno successivo. Produzione delle cipolle I terreni su cui viene eseguita la coltivazione di cipolla sono perlopiù franco-sabbiosi e molto ricchi di sceletro; vengono preparati tramite lavorazioni principali superficiali (aratura o vangatura) e di affinamento del terreno (erpicatura). Tradizionalmente si effettua un’abbondante concimazione organica con letame di cavallo o di mucca ben maturo. La tecnica prevede due fasi, una prima fase dalla quale si ottengono le piantine a partire dal seme (in semenzaio, nel periodo estivo), che viene realizzata su piccole superfici, ed una seconda fase in cui le giovani piantine vengono messe a dimora per la produzione di bulbi (a partire da fine settembre). La cipolla di Terceretoli rientra quindi tra le cipolle “invernali” (cipolle a giorno corto/medio – precoci). Prima fase: Semina-Trapianto La semina avveniva e avviene tuttora con la prima luna di agosto, di solito intorno al 10 del mese, giorno di San Lorenzo, patrono di Groppoli (come spesso accade nel mondo contadino, le pratiche agricole sono legate a festività religiose). Secondo un'antica tradizione, la semina avveniva in piccole superfici chiamate "brase" nel dialetto locale, che misuravano circa un metro di larghezza per un metro e venti di lunghezza (anticamente si usavano delle strutture di legno che venivano opportunamente disposte sul terreno per la semina); oggigiorno si mantiene la stessa unità di misura per la produzione delle piantine per il trapianto. La preparazione del letto di semina prevede la rottura della superficie tramite lavorazioni principali (vangatura, aratura), l’interramento dei concimi organici (letame di cavallo o di mucca) e il successivo affinamento del terreno (erpicatura) per la preparazione del letto di semina. Ogni “brasa” (o superficie corrispondente) viene quindi seminata con un quantitativo di semi “standard”, misurato con un contenitore dalla capacità di 60 cc e che corrisponde circa 30-35 g di seme (25-30g/m2). Dopo aver distribuito uniformemente il seme si copre con un leggero strato di terriccio e tutta la superficie viene coperta con uno strato pacciamante (anticamente costituito da foglie di felci, oggi da telo ombreggiante) allo scopo di proteggere il seme nelle prime fasi di sviluppo. L’irrigazione è effettuata attingendo alle sorgenti locali, che vengono canalizzate anche per aumentare la temperatura dell’acqua che non deve essere troppo bassa al momento di entrare in contatto con il seme. Dopo circa 7-10 giorni, quando le piantine raggiungono un’altezza di circa 1 cm, la copertura pacciamante viene rimossa e, in assenza di pioggia, si prosegue con l’irrigazione giornaliera. Ogni 10-15 giorni si esegue una scerbatura manuale. Seconda fase: Trapianto-Raccolta La produzione di cipolla avviene esclusivamente a partire dalle piantine ottenute con il metodo descritto in precedenza. A partire dalla fine di settembre/inizio ottobre le piantine vengono estirpate per poter essere trapiantate su un terreno preparato in anticipo come descritto in precedenza. Le piantine vengono quindi trapiantate a file distanti circa 20 cm e con una distanza sulla fila di circa 15-20 cm. Il trapianto può essere più fitto se si prevede di raccogliere le cipolle durante lo sviluppo per il consumo fresco “in erba”. Spesso il trapianto avviene su terreno pacciamato con film plastici biodegradabili. Dopo il trapianto, non sono necessarie cure colturali particolari fino a febbraio, quando si esegue una rincalzatura per favorire la crescita, nel caso in cui le piante non siano state messe a dimora su film pacciamante. Per effettuare l’irrigazione si opera con manichette disposte sul terreno. Si rendono spesso necessari sistemi di protezione dai predatori, in quanto le coltivazioni possono essere danneggiate da cinghiali ed istrici. Per tutto la fase di accrescimento, ma soprattutto in primavera, avviene la raccolta manuale dei cipollotti, che vengono prelevati diradando la produzione in campo. Le cipolle che non vengono raccolte restano in campo fino a completa maturazione che si ha, in genere, nel mese di luglio. Non avendo bisogno di particolari cure colturali i costi di produzione sono equivalenti a quelli delle altre varietà della stessa specie in commercio. |
| descrizione | La cipolla ha una forma leggermente schiacciata, con un colore rosato, tenue, e un sapore piuttosto delicato e consistenza croccante. Viene utilizzata per il consumo umano (sia il bulbo che le giovani foglie). Si presta ad utilizzi sia in crudo (pinzimonio, insalate) che per la preparazione di pietanze cotte (torte, barbotta, ecc). L’utilizzo della cipolla è ampiamente diffuso in molti piatti della cucina lunigianese, come in gran parte della cucina italiana, ma qui, forse più che altrove, è protagonista nelle tradizionali torte di verdure, conosciute anche come torte d’erbi. Queste torte, che nel periodo primaverile erano soprattutto a base di erbe selvatiche commestibili (fino a venti tipi diversi), prevedevano sempre una certa quantità di cipolla in erba, come ingrediente indispensabile. L’utilizzo più tipico della cipolla di Terceretoli, ancora più del pinzimonio o del semplice pane e cipolla, si trova nella torta cotta nei testi di ghisa, che venivano prima riscaldati sul fuoco delle fascine e poi lasciati sotto la brace. In Lunigiana, questa pietanza ha nomi diversi in base alla località (potarasa, poticcia, soladella e arbadella) ma a Terceretoli assume il nome di “borbotta”, tradizionalmente preparato con un impasto di cipolline fresche di Terceretoli, foglie comprese, mescolato con farina di granturco, latte, olio d’oliva e formaggio. Questa pietanza, molto apprezzata anche oggigiorno, ha contribuito in modo significativo al rilancio della coltivazione delle cipolle autoctone. Questo abbinamento tra cipolla di Terceretoli e granturco, tuttavia, è piuttosto recente. Nella piana di Mulazzo, le prime coltivazioni di granturco risalgono alla metà del 1700, introdotte da un illuminato marchese di Groppoli, Giovan Francesco Brignole Sale, già doge di Genova. Il Comune di Mulazzo ha da diverso tempo manifestato interesse ad avviare un progetto di tutela e valorizzazione della coltivazione della cipolla di Terceretoli. Solo recentemente ne è stata riavviata la coltivazione con l’obiettivo di recuperare un prodotto tradizionale e creare una filiera produttiva con positive ricadute economiche e sociali. È stato quindi attivato un percorso di recupero e caratterizzazione di questa varietà locale di cipolla ai fini della sua conservazione e valorizzazione. |
| descrizione | CONVENZIONE TRA ENTE TERRE REGIONALI TOSCANE E DIPARTIMENTO DI SCIENZE AGRARIE, ALIMENTARI E AGRO -AMBIENTALI DELL’UNIVERSITA’ DI PISA Progetto di Recupero, Caratterizzazione, Conservazione e Valorizzazione della Cipolla di Terceretoli PSR 2014/2022 SOTTOMISURA 10.2.“Sostegno alla conservazione e all’uso sostenibile delle risorse genetiche in agricoltura” Progetto esecutivo biennale 2023 – 2024 |
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