| Classificazione | Regno: Vegetale Famiglia: Cucurbitaceae Genere: Cucumis Specie: Cucumis melo Nome comune: Melone NCBI TaxID: 3656 |
| Nome della varietà (come generalmente noto) | Carosello di Manduria |
| Nome comune della specie/sottospecie | |
| Codice Anagrafe Nazionale | IT16tx00036560180 |
| Codice Nazionale | |
| Codice Regionale | |
| Decreto | Pubblicato con Decreto n. 469283 del 19/9/2025 |
| Descrizione | Significato |
|---|---|
| Carusella, Cummarazzu de Manduria | Carosello |
| Regione | Provincia | Comune |
|---|---|---|
| Puglia | Taranto (TA) | |
| Puglia | Brindisi (BR) |
| descrizione | Semi in celle frigorifere |
| descrizione | https://biodiversitapuglia.it |
| descrizione | |
| descrizione | "Il ‘Carosello di Manduria’ è una varietà di melone immaturo (Cucimis melo L.) distribuito principalmente nella zona di Maruggio, Avetrana, Manduria, Sava, Oria e Torre Santa Susanna, tra le province di Brindisi e Taranto. La pianta ha accrescimento contenuto e portamento a cespuglio. La peponide si presenta con forma globosa, debolmente schiacciata ai poli, con una costolatura evidente che la divide con solchi regolari (quasi sempre 10); l’epidermide è di colore verde chiarissimo, un po’ più forte in corrispondenza dei solchi; la polpa è bianca. Viene raccolta acerba, per apprezzarne la croccantezza, ma durante la maturazione ha un delicato sapore dolce ed emana un forte profumo. Il successo di questa varietà sembra fosse dovuto all’elevata resistenza all’aridocoltura ed alla predilezione di terreni profondi argillosi, abbondanti nell’area del fiume Borraco dove viene ancora coltivata. Oggi, il suo areale è fortemente contratto e le aziende agricole soddisfano la richiesta locale con una coltivazione su superfici di 10-15 are, mentre alcune ditte sementiere ne distribuiscono il germoplasma. Il ‘Carosello di Manduria’ è stato inserito tra i prodotti dell’arca del gusto dalla Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus: https://www.fondazioneslowfood.com/it/arca-del-gusto-slow-food/carosello-di-manduria/" |
| descrizione | È una coltura praticata nella zona di Manduria e dintorni da tempi remoti, appartenente alla tradizione agronomica e culturale tipica di quell’area, con tecniche di coltivazione rimaste immutate nel corso degli anni. Numerose ditte sementiere (Euroselect-Fuscello, Larosa, ecc.) producono e commercializzano sementi di ‘Carosello di Manduria’ da diversi anni. Riferimenti alla sua coltivazione sono riportati nel libro “Puglia dalla terra alla tavola” (AA.VV., 1979) in cui si citano oltre 40 ettari coltivati a carosello fra Manduria e Maruggio. |
| livello | Alto |
| note | Valore 21. |
| luogo e periodo dove si sono effettuate le rilevazioni | La pianta presenta accrescimento determinato, con 2-3 palchi fiorali. L'ipocòtile, di colore porpora, presenta una discreta pubescenza. Le foglie, di portamento semi-eretto, sono del tipo standard/peruvianum secondo la classificazione dei descrittori definiti da Biodiversity International | ||||||||||||
| I caratteri descrittivi obbligatori delle schede descrittive dei vegetali (vedi Linee guida nazionali) | Scheda allegata. | ||||||||||||
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| campo note libero per l'inserimento caratteri ulteriori e particolari caratteristiche | |||||||||||||
| metodo | Metodo di analisi: Il DiSSPA-UNIBA ha acquisito cinque accessioni di questa varietà locale, che ha caratterizzato morfologicamente e geneticamente mediante marcatori SNP. |
| risultati | |
| descrizione | Ordinariamente è coltivato in asciutto in piccolissimi appezzamenti, con semina diretta a postarelle utilizzando il seme dell’anno precedente conservato gelosamente dagli stessi agricoltori. Dopo la semina diretta nel mese di marzo, con piantine di 4-5 cm, si provvede al diradamento lasciandone due per postarella, cui si fa seguire una leggera rincalzatura manuale delle piantine, ed una serie numerosa di lavorazioni superficiali al terreno (erpicature, sarchiature) per il controllo delle infestanti ed il contenimento delle perdite di acqua per evaporazione secondo le tecniche dell'aridocoltura. All’emissione del 3-4° internodio, si procede alla cimatura dell’asse principale. Modesti sono gli interventi di difesa della coltura dai parassiti. La raccolta, scalare, inizia a fine maggio con i primi frutti immaturi, e prosegue fino alla fine di luglio. Gli impieghi del carosello sono simili a quelli del cetriolo; in insalata con il ‘Pomodorino di Manduria’; fresco tal quale come un normale frutto al termine del pasto, magari cosparso di un leggero strato di sale da cucina e di accompagnamento alla purea di fave o alla pasta con sugo di pomodoro, condita con quell’ottimo formaggio locale che è il “cacioricotta”. Le sue produzioni sono di circa 20 t/ha ed è coltivato sia su terreni profondi argillosi (“terre ti patuli”), ed in questo caso la coltura è completamente in asciutto, sia nei terreni più sciolti verso il mare, o nelle terre rosse, dove spesso si ricorre a due-tre interventi irrigui nel mese di giugno, che consentono quantitativi di produzione simili alla coltura in asciutto. |
| descrizione | Se raccolti allo stadio immaturo, i frutti presentano una forma sferica o sub-sferica, con un diametro di 7-10 cm ed un peso medio di 120-180 g; la superficie può essere a spicchi o liscia, in genere leggermente tomentosa. Le diverse accessioni locali possono avere una colorazione dei frutti variabile dal verde chiaro e uniforme, al verde scuro e leggermente screziato. La corteccia è molto sottile, la polpa è bianca. È un carosello poco croccante, ma molto apprezzato sul mercato locale di Manduria. Caratteristiche qualitative (g su 100 g di prodotto): Parte edibile: 96 Acqua: 96,0 Proteine: 0,7 Grassi: 0,1 Carboidrati: 1,8 Fibra: 0,2 Valore energetico: 11 kcal |
| descrizione | “Biodiversità delle specie orticole della Puglia (BiodiverSO)” - Responsabile scientifico: prof. Pietro Santamaria (DISAAT) - www.biodiversitapuglia.it |
| descrizione | Attanasio S. (1995) - Aspetti e problemi dell’orticoltura in Provincia di Taranto. Tesi di laurea. Fac. Agr. Univ. Bari. Dimitri P. (1990) - Evoluzione tecnica ed economica dell’agricoltura nelle aree di nuova irri-gazione nel comprensorio di bonifica dell’Arneo. Tesi di laurea. Fac. Agr. Univ. Bari. Gioia M. P., (1994) - Produzione e destinazione del reddito nelle famiglie contadine della zona orientale della Provincia di Taranto. Tesi di laurea. Fac. Agr. Univ. Bari. Mariggiò A. (1969) - Formazione e destinazione del reddito nelle famiglie contadine in Mandu-ria. Tesi di laurea. Fac. Agr. Univ. Bari. Mariggiò A., De Blasi G. (1983) - L’impiego dei calendari di lavoro: una recente ricerca effet-tuata in Puglia. Ed Quadrifoglio, Bari. AA.VV., 1979. Puglia dalla terra alla tavola. Mario Adda Editore, Bari. Attanasio S., 1995. Aspetti e problemi dell’orticoltura in Provincia di Taranto. Tesi di laurea in orticoltura. Facoltà di Agraria. Università degli Studi di Bari Aldo Moro, Bari. Bianco V.V., Conversa G., Gonnella M., Santamaria P., 2005. Caratterizzazione e valorizzazione di due tipici ortaggi pugliesi: carosello e barattiere. Colture Protette, 34 (5, Supplemento), 5-13. Accogli R., Conversa G., Ricciardi L., Sonnante G., Santamaria P., 2018. Nuovo Almanacco BiodiverSO. Biodiversità delle specie orticole della Puglia. Università degli Studi di Bari Aldo Moro, Bari. Più recenti: ACCOGLI R., CONVERSA G., RICCIARDI L., SONNANTE G., SANTAMARIA P., 2015. Almanacco BiodiverSO. Biodiversità delle specie orticole della Puglia. Eco-logica editore, Bari, Italy, 260 pag. ISBN 978-88-8145-250-7 ACCOGLI R., CONVERSA G., RICCIARDI L., SONNANTE G., SANTAMARIA P., 2018. Nuovo Almanacco BiodiverSO. Biodiversità delle specie orticole della Puglia. Università degli Studi di Bari Aldo Moro, Bari, Italy, 370 pag. ISBN 978-88-6629-024-7 RENNA M., SANTAMARIA P., 2020. Specialità orticole in terra jonica. Le varietà orticole della provincia di Taranto. In: Dalle Murge allo Jonio – Territori e risorse di Puglia (a cura di L. Rubino). DIELLE comunicazione, Castellaneta (TA), 245-247. ISBN: 978-88-9004903-3 SPANÒ R., MASCIA T. KORMELINK R., GALLITELLI D. 2015. Grafting on a Non-Transgenic Tolerant Tomato Variety Confers Resistance to the Infection of a Sw5-Breaking Strain of Tomato spotted wilt virus via RNA Silencing. PLoS ONE 10(10): e0141319. doi:10.1371/journal.pone.0141319 |