Premessa

Per l’elaborazione dei controlli nella maschera “Visualizzazione aziende” di Gaia Test selezionare almeno due aziende e cliccare sul pulsante “Interaziendali”.
I controlli elaborano una serie di variabili e indici (Valori dei terreni, delle piantagioni, rese e prezzi dei prodotti agricoli principali e trasformati, costi e ricavi dei processi produttivi, indici di bilancio, ecc.) che vengono confrontati con limiti tabellari “mobili” (calcolati sulla base del campione delle aziende controllate) e “fissi” (ossia limiti che valgono sempre indipendentemente dal numero delle aziende controllate).
Il campione di aziende da esaminare può essere filtrato per Anno, Provincia, Stato della rilevazione (Impianto, Apertura, Chiusura) e appartenenza al campione CEE. Per avere un calcolo coerente il controllo deve essere eseguito su di un numero di aziende almeno pari a 50. Se non si raggiunge questo numero il controllo può essere ugualmente elaborato ed è valido solo per il confronto con i limiti tabellari fissi. I valori anomali vengono evidenziati in rosso e/o affiancati da uno o più asterischi. I report sono esportabili in diversi formati (Word, Pdf, Excel).

Tabella A1 – Terreni

I terreni aziendali vengono analizzati attraverso il loro valore ad ettaro (di SAU e SAT) e in funzione delle principali qualità catastali: Boschi (comprese arboricoltura da legno), Seminativi, Prati, Pascoli, Fruttiferi (compresi gli agrumeti), Oliveti, Vite, Ortofloricoli-Vivai, indipendentemente dal titolo di possesso e appartenenza ai centri aziendali. I valori dei singoli terreni sono valutati in base ai valori Minimi e Massimi del campione nell’ambito della medesima qualità catastale o raggruppamento (SAU o SAT).  L’elenco dei dati estratti viene ordinato all’interno del record per classe altimetrica (Montagna, Collina, Pianura) e classe di dimensione economica. I dati medi aziendali sono calcolati per le seguenti variabili: SAT, SAU, SNA (superficie non agricola), Valore, percentuale di proprietà dei terreni, numero di appezzamenti totali (AT), numero di appezzamenti in proprietà (AP), numero di corpi fondiari (CF).
L’individuazione dei dati anomali del campione avviene confrontando i valori aziendali per ettaro tramite l’impiego di :
– limiti “fissi” (riportati in una tabella presente a fine report), indicati per singola qualità catastale e regione e, ricavati mediante l’indagine del Mercato Fondiario dell’Inea);
– limiti detti “mobili” (ossia che variano in funzione del campione di aziende analizzate).

Tabella A2 – Fabbricati e manufatti

I fabbricati e i manufatti vengono analizzati attraverso il loro valore a nuovo per metro quadro, e raggruppati per tipologia.
L’elenco dei dati estratti viene ordinato per classe altimetrica (Montagna, Collina, Pianura) e classe di dimensione economica.
Le tipologie di fabbricati prese in esame sono: Abitazioni, Magazzini, Stalle, Serre, Locali utilizzati per la lavorazione dei prodotti e i Locali per le attività Agrituristiche.
Nell’elenco sono esclusi i fabbricati che presentano all’interno della stessa tipologia unità di misura diverse indipendentemente dal titolo di possesso e l’appartenenza ai centri aziendali (come ad esempio concimaie, silos, opere per irrigazione, manufatti per acquacoltura, ecc).
I dati vengono analizzati a livello aziendale e le principali variabili dimensionali sono: l’estensione dei fabbricati in mq, mc e ml, il valore medio aziendale complessivo di tutti i fabbricati, la percentuale media di possesso (%P), il numero totale dei fabbricati (siano essi in uso che in costruzione) (FT), il numero dei fabbricati in proprietà (FP), e il numero dei fabbricati in costruzione (FC).
Per ognuna delle tipologie prese in esame viene calcolato il numero dei manufatti (Nr) e il loro valore a nuovo medio per metro quadro (in particolare, tutte e sei le tipologie esaminate presentano il “mq” come unità di misura (UM)).
I valori anomali (evidenziati in rosso) vengono individuati confrontando il valore a nuovo dei fabbricati per metro quadro con i limiti di Minimo e Massimo “fissì” indicati per ciascuna tipologia a fine report.

Tabella A3a – Macchine e attrezzi

Le macchine e gli attrezzi di pieno campo, indipendentemente dal titolo di possesso, vengono analizzate attraverso il loro valore a nuovo, raggruppati per tipologia.
L’elenco dei dati estratti viene raggruppato per tipologia di macchine ed ordinato per titolo di possesso.
Le variabili tecnico-economiche rilevate per ogni singola macchina/attrezzo sono: il valore a nuovo, il valore di acquisto, la potenza delle macchine motrici (CV), il valore per CV, l’anno di acquisto, la durata futura, la durata tecnica, la percentuale di ammortamento, il titolo di possesso, la percentuale di possesso, e la percentuale di utilizzo a terzi.
La durata futura viene calcolata come differenza tra la durata tecnica e la durata trascorsa (Anno EC – Anno di acquisto/acquisizione).
Nella tabella riepilogativa, posta a piè di report, vengono presentati per singola tipologia: la media dei valori del campione, il numero di macchine/attrezzi analizzati, il valore minimo e massimo del campione, affiancati dai rispettivi valori minimo e massimo “fissi” desunti dalle fonti ufficiali (EIMA, riviste specializzati, siti web, ecc.).
I valori anomali (evidenziati in rosso) vengono individuati confrontando il valore a nuovo con i valori di Minimo e Massimo “fissi” specificati per ciascuna tipologia.
Altri controlli presenti in questo report riguardano:
– il valore storico di acquisto, evidenziando i casi  – da correggere – in cui sia maggiore del valore a nuovo, indicati con la presenza di un asterisco (*) a lato del valore di acquisto;
– l’assenza di valore di acquisto – da inserire – nel caso di macchine in proprietà, segnalata con la presenza di un doppio asterisco (**) a lato del valore di acquisto;
– i valori della durata tecnica e futura, evidenziando i casi – da correggere -in cui tali valori siano minori o uguali a 1, oppure maggiori di 50 anni;
– il valore a nuovo unitario per CV delle macchine motrici, indicando i casi in cui risulta inferiore al valore fisso minimo pari a 250 euro/CV e superiore al valore fisso massimo di 1.200 euro/CV.

Tabella A3b – Impianti e attrezzature

Gli impianti e le attrezzature dei centri aziendali, indipendentemente dal titolo di possesso, vengono analizzati attraverso il loro valore a nuovo, e raggruppati per tipologia.
L’elenco dei dati estratti viene raggruppato per tipologia di impianto e ordinato per titolo di possesso.
Le variabili tecnico-economiche rilevate per ogni singolo impianto/attrezzatura sono: il valore a nuovo, il valore di acquisto, la potenza assorbita (Kw), l’anno di acquisto, la durata futura, la durata tecnica, la percentuale di ammortamento, il titolo di possesso, la percentuale di possesso, e la percentuale di utilizzo a terzi.
La durata futura viene calcolata come differenza tra la durata tecnica e la durata trascorsa (Anno EC – Anno di acquisto/acquisizione).
Nella tabella riepilogativa, posta a piè di report, vengono presentati per singola tipologia: la media dei valori del campione, il numero di impianti/attrezzature analizzati, il valore minimo e massimo del campione, affiancati dai rispettivi valori minimo e massimo “fissi” desunti dalle fonti ufficiali (EIMA, riviste specializzati, siti web, ecc.).
I valori anomali (evidenziati in rosso) vengono individuati confrontando il valore a nuovo con i valori di Minimo e Massimo “fissi” specificati per ciascuna tipologia.
Altri controlli presenti in questo report riguardano:
– il valore storico di acquisto, evidenziando i casi – da correggere -in cui sia maggiore del valore a nuovo, indicati con la presenza di un asterisco (*) a lato del valore di acquisto;
– l’assenza di valore di acquisto – da inserire – nel caso di impianti in proprietà, segnalata con la presenza di un doppio asterisco (**) a lato del valore di acquisto;
– i valori della durata tecnica e futura, evidenziando i casi – da correggere – in cui tali valori siano minori o uguali a 1, oppure maggiori di 50 anni;
– il valore a nuovo unitario per Kw di potenza assorbita, indicando i casi in cui risulta inferiore al valore fisso minimo pari a 100 euro/Kw e superiore al valore fisso massimo di 1.000 euro/Kw.

Tabella A4a – Piantagioni agricole

Le piantagioni agricole da frutto, indipendentemente dal titolo di possesso, la fase di impianto, e l’appartenenza ai centri aziendali, vengono analizzate attraverso il loro valore a nuovo.
L’elenco delle piantagioni estratte viene ordinato per tipologia colturale, specie vegetale ed altimetria, e raggruppato per specie vegetale.
Ad ogni singola piantagione agricola vengono associate le seguenti variabili tecnico-economiche: forme di allevamento, fase di impianto, SAU o superficie (per i boschi), superficie irrigata, densità di impianto, valore a nuovo ad ettaro, valore di acquisto ad ettaro, anno di acquisto, anno di piena produzione, anno di impianto, età dell’impianto, durata della fase di impianto, durata futura, durata tecnica, percentuale di ammortamento, titolo di possesso.
La durata futura viene calcolata come differenza tra la durata tecnica e la durata trascorsa (Anno EC – Anno di acquisto/acquisizione).
La durata dell’impianto viene calcolata come differenza tra l’anno di piena produzione e l’anno di impianto.
All’interno del report per ciascuna specie vegetale vengono calcolati i valori di: media aritmetica, deviazione standard e coefficiente di variazione.
I valori anomali del campione (evidenziati in rosso) vengono individuati sul valore a nuovo rispetto ai valori dei limiti esterni tabellari di Minimo e Massimo “fissi” per tipologia colturale, indicati nella tabella posta a piè di report e desunti da letteratura specializzata.
Altri controlli presenti in questo report riguardano:
– i valori della durata tecnica e futura – da correggere -, evidenziando i casi in cui tali valori siano minori o uguali a 1, oppure maggiori di 50 anni;
– i valori della durata della fase di impianto della piantagione agricola evidenziando i casi in cui il valore sia minore di 2 oppure maggiore di 10;
– i valori della densità di impianto, nei casi in cui siano minori o uguali a 100 e maggiori di 5000.
– il valore storico di acquisto, evidenziando i casi – da correggere -in cui sia maggiore del valore a nuovo, indicati con la presenza di un asterisco (*) a lato del valore di acquisto;
– l’assenza di valore di acquisto – da inserire –  nel caso di piantagioni in proprietà, segnalata con la presenza di un doppio asterisco (**) a lato del valore di acquisto.

Tabella A4b– Piantagioni da legno e forestali

Stesse indicazioni valide per le piantagioni agricole da frutto ad eccezione delle seguenti variabili tecnico-economiche che non vengono associate alle piantagioni da legno e forestali:
anno di produzione, durata futura, durata tecnica, percentuale di ammortamento.

Tabella A5 – Animali da vita

Le singole mandrie o gruppi di animali da vita/produzione/riproduzione, di proprietà dell’azienda, vengono analizzate attraverso il loro valore ad inizio e fine carriera, la durata complessiva della carriera produttiva e la sua durata futura residua.
L’elenco dei gruppi estratto viene ordinato per specie, categoria e denominazione del gruppo, e raggruppato per specie animale.
Le variabili tecnico-economiche rilevate per ogni singola specie sono: il numero dei capi, il peso unitario in quintali, il valore ad inizio carriera, il valore a fine carriera, la durata tecnica della carriera, l’anno di inizio carriera, la durata trascorsa e la durata futura.
I limiti campionari vengono calcolati per ciascuna delle 6 macrocategorie, nelle quali sono state raggruppate le varie specie.
A piè di report sono presenti 6 tabelle relative alle variabili di valore ad inizio carriera, valore a fine carriera, e durata carriera, ove vengono calcolate la media, la deviazione standard e i valori minimi e massimi per ciascuna macrospecie.
I valori anomali (evidenziati in rosso) vengono individuati sul peso, valore ad inizio carriera, valore a fine carriera, durata carriera e durata futura rispetto ai valori dei limiti tabellari “fissi” per specie desunti in parte da fonte AIA e in parte da fonte RICA.
Altri controlli presenti in questo report riguardano:
– i valori di fine carriera, evidenziando i casi – da correggere – in cui siano maggiori del valore di inizio carriera, indicati con la presenza di un asterisco (*) a lato della durata tecnica;
– i valori di fine carriera, evidenziando i casi – da correggere – in cui siano maggiori del 33% del valore di inizio carriera, indicati con la presenza di un doppio asterisco (**) a lato della durata tecnica.

Tabella B1 – Rese prodotti vegetali principali

Le rese ad ettaro di SAU dei singoli prodotti vegetali non trasformati vengono analizzate tenendo conto della specie vegetale e della modalità di coltivazione.
L’elenco delle produzioni estratto viene ordinato per specie vegetale, modalità di coltivazione e tipo di prodotto, e raggruppato per specie vegetale.
Per ogni singolo prodotto vengono rilevate: l’origine, la modalità di coltivazione (pieno campo, sotto terra o orto industriale), la produzione, la SAU, la resa, l’unità di misura, la resa minima e quella massima.
Per tutte le specie che presentano almeno 5 prodotti vengono determinate la media, la deviazione standard e il coefficiente di variazione.
I valori anomali (evidenziati in rosso) vengono individuati sulla resa rispetto ai valori dei limiti tabellari “fissi” per specie desunti da fonte Istat.
Altri controlli presenti in questo report riguardano:
– il coefficiente di variazione di ciascuno gruppo, evidenziando le specie che presentano un valore maggiore di 1.

Tabella B2a – Prezzi prodotti vegetali non trasformati

I prezzi di vendita dei singoli prodotti vegetali non trasformati vengono analizzati tenendo conto della specie vegetale e della modalità di coltivazione.
L’elenco dei prodotti estratto viene ordinato per specie vegetale, modalità di coltivazione e tipo di prodotto, e raggruppato per raggruppamento colturale.
Le variabili tecnico-economiche rilevate e/o calcolate per ogni singolo prodotto sono: l’origine, la modalità di coltivazione (pieno campo, sotto serra oppure orto industriale), la tipologia di prodotto (primario o secondario), la quantità prodotta, l’unità di misura, la produzione lorda totale (PLT), i valori medi delle gestioni tecniche e contabili (non sono incluse le operazioni di vendita e autoconsumo), la quantità venduta e/o auto consumata, e il relativo prezzo.
Per ogni raggruppamento colturale viene calcolata la Media, Deviazione standard e il Coefficiente di variazione.
I valori anomali del campione (evidenziati in rosso) vengono individuati sui prezzi di vendita:
– rispetto ai valori minimi e massimi “mobili” per singola specie vegetale e modalità di coltivazione.
– rispetto al valore medio del prodotto reimpiegato in azienda o valutato nelle giacenze iniziali. In particolare, la presenza di un asterisco (*) segnala i casi in cui il prezzo – da verificare –  è minore o maggiore rispetto al 20% del valore medio.

Tabella B2b – Prezzi prodotti vegetali trasformati

I prezzi di vendita dei singoli prodotti vegetali trasformati vengono analizzati tenendo conto della specie vegetale.
L’elenco dei prodotti trasformati estratto viene ordinato per specie vegetale e tipo di prodotto trasformato, e raggruppato per specie vegetale.
Le variabili tecnico-economiche rilevate e/o calcolate per ogni singolo prodotto sono: la quantità prodotta, l’unità di misura, la produzione lorda totale (PLT), i valori medi delle gestioni tecniche e contabili (non sono incluse le operazioni di vendita e autoconsumo), la quantità venduta e/o auto consumata, e il relativo prezzo.
Per ogni specie viene calcolata la Media, Deviazione standard e il Coefficiente di variazione.
I valori anomali del campione (evidenziati in rosso) vengono individuati sui prezzi di vendita:
– rispetto ai valori minimi e massimi “mobili” per singola specie vegetale
– rispetto al valore medio del prodotto valutato nelle giacenze iniziali e/o finali. In particolare, la presenza di un asterisco (*) segnala i casi in cui il prezzo – da verificare – è minore o maggiore rispetto al 20% del valore medio.

Tabella B3 – Costi e ricavi processi produttivi vegetali

I risultati economici dei singoli processi produttivi vegetali vengono analizzati tenendo conto della specie vegetale, della modalità di coltivazione e posizione nella rotazione colturale.
Il campione dei processi produttivi vegetali può essere filtrato per Regione, Anno, e Specie vegetale. L’elenco dei processi produttivi estratto viene ordinato per gruppo colturale, e raggruppato per specie vegetale.
Le variabili tecnico-economiche rilevate e/o calcolate per ogni singolo prodotto sono: la modalità di coltivazione, la SAU, la produzione lorda totale (PLT), la produzione lorda vendibile (PLV), i costi totali/Ha, i costi specifici/Ha, i costi dei sementi/Ha, i costi difesa/Ha, i costi di concimazione/Ha, reimpieghi aziendali/Ha, il margine lordo/Ha.
Per ogni specie viene calcolata la Media, Deviazione standard e il Coefficiente di variazione.
I valori anomali del campione (evidenziati in rosso) vengono individuati:
– sulla produzione lorda totale (PLT) evidenziando i valori minori di 50;
– sui costi totali, nei casi con valore minori di 50;
– sul margine lordo, rispetto a limiti tabellari esterni;
– sulle spese totali, indicando con (*) i casi in cui i costi siano maggiori o uguali alla PLT;
– sulle spese totali, indicando con (**) i casi in cui i costi siano superiori al 50% della PLT;
– sui costi specifici, indicando con (***) i casi in cui i tali costi siano inferiori al 50% dei costi totali.

Tabella C1a – Rese del prodotto da latte

Le rese a capo dei singoli prodotti da latte vengono analizzate tenendo conto della specie animale e attitudine produttiva.
L’elenco delle produzioni degli allevamenti estratto viene ordinato per specie e tipo di prodotto, e raggruppato per specie animale.
Le variabili tecnico-economiche rilevate e/o calcolate per ogni singola specie sono: la produzione (in q.li), il numero di capi e la resa a capo.
I valori anomali del campione (evidenziati in rosso) vengono individuati sui valori unitari a capo rispetto ai valori minimi e massimi “fissi” per singola specie animale e desunti dalle fonti ufficiali (EIMA, riviste specializzati, siti web, ecc.).
Per ogni specie vengono calcolate la deviazione standard e i valori minimi e massimi, i cui valori sono riportati nella tabella e piè di report.

Tabella C1b – Rese dei prodotti allevamenti (no latte)

Le rese a capo dei singoli prodotti eccetto il latte vengono analizzate tenendo conto della specie animale e attitudine produttiva.
L’elenco delle produzioni degli allevamenti estratto viene ordinato per specie e tipo di prodotto, e raggruppato per specie animale.
Le variabili tecnico-economiche rilevate e/o calcolate per ogni singola specie sono: numero dei capi, numero UBA, la produzione ad UBA di letame e lana (in q.li), la resa a capo per miele/arnia e la produzione di uova/capo.
I valori anomali del campione (evidenziati in rosso) vengono individuati sui valori unitari di produzione (uova/capo), di resa e produzione ad UBA rispetto ai valori minimi e massimi “fissi” per singola specie animale e desunti dalle fonti ufficiali (EIMA, riviste specializzati, siti web, ecc.).
Per ogni specie vengono calcolate la media e la deviazione standard.

Tabella C2a – Prezzi prodotti allevamenti non trasformati

I prezzi di vendita dei singoli prodotti da allevamenti non trasformati vengono analizzati tenendo conto della specie animale e attitudine produttiva.
L’elenco dei prezzi estratto viene ordinato per prodotto e specie, e raggruppato per prodotto.
Le variabili tecnico-economiche rilevate e/o calcolate per ogni singolo prodotto sono: la quantità prodotta, l’unità di misura (UM), la produzione lorda totale (PLT), i valori medi delle gestioni tecniche e contabili (non sono incluse le operazioni di vendita e autoconsumo), la quantità venduta e/o auto consumata, e il relativo prezzo.
Per ogni prodotto viene calcolata la Media, la Deviazione standard e il Coefficiente di variazione.
I valori anomali del campione (evidenziati in rosso) vengono individuati sui prezzi di vendita:
– rispetto ai valori minimi e massimi “mobili” per singola tipologia di prodotto e specie animale;
– rispetto al valore medio del prodotto reimpiegato in azienda o valutato nelle giacenze iniziali.
In particolare, la presenza di un asterisco (*) segnala i casi in cui il prezzo – da verificare – è minore o maggiore rispetto al 20% del valore medio;
– rispetto all’anagrafica del prodotto, indicando con un doppio asterisco (**) la casistica – da correggere – priva di registrazione (prezzo di vendita nulla).

Tabella C2b – Prezzi prodotti allevamenti trasformati

I prezzi di vendita dei singoli prodotti da allevamenti trasformati vengono analizzati tenendo conto della specie animale e attitudine produttiva.
L’elenco dei prezzi estratto viene ordinato per prodotto e specie, e raggruppato per prodotto.
Le variabili tecnico-economiche rilevate e/o calcolate per ogni singolo prodotto sono: la quantità prodotta, l’unità di misura (UM), la produzione lorda totale (PLT), i valori medi delle gestioni tecniche e contabili (non sono incluse le operazioni di vendita e autoconsumo), la quantità venduta e/o auto consumata, e il relativo valore delle vendite e/o autoconsumi.
I valori anomali del campione (evidenziati in rosso) vengono individuati sui prezzi di vendita:
– rispetto ai valori minimi e massimi “mobili” per singola tipologia di prodotto e specie animale;
– rispetto al valore medio del prodotto reimpiegato in azienda o valutato nelle giacenze iniziali. In particolare, la presenza di un asterisco (*) segnala i casi in cui il prezzo – da verificare – è minore o maggiore rispetto al 20% del valore medio;

Tabella C3 – Costi e ricavi processi produttivi allevamenti

I risultati economici dei singoli processi produttivi degli allevamenti vengono analizzati tenendo conto della specie animale e della categoria.
L’elenco dei processi produttivi estratto viene ordinato per specie animale, e raggruppato per specie animale.
Le variabili tecnico-economiche rilevate e/o calcolate per ogni singolo prodotto sono: il numero dei capi, l’unita di misura, il numero di UBA, il numero di giorni di pascolo, la produzione totale lorda (PLT) dei prodotti, l’utile lordo di stalla (ULS) per gli animali giovani.
Per ogni specie viene calcolata la Media, Deviazione standard e il Coefficiente di variazione.
I valori anomali del campione (evidenziati in rosso) – da verificare – vengono individuati:
– sulla produzione lorda totale (PLT) evidenziando i valori minori di 0;
– sull’utile lordo stalla nei casi con valore inferiore a 0;
– sul margine lordo, rispetto a limiti tabellari esterni e nei casi in cui sia minore di 0;
– sulle spese totali, indicando con (*) i casi in cui le Spese Totali sono maggiori o uguali alla PLT;
– sui costi specifici, indicando con (**) i casi in cui le Spese specifiche sono inferiori al 50% delle Spese totali;
– sulle spese totali, indicando con (***) i casi in cui le Spese Totali sono superiori al 50% della PLT.

Tabella  D1- Rese prodotti trasformati colture

Le rese dei singoli prodotti trasformati delle colture vengono analizzate tenendo conto della tipologia di prodotto.
Il campione delle produzioni da esaminare può essere filtrato per Regione, Anno, e Prodotto.
L’elenco delle produzioni estratto viene ordinato per prodotto e classificato per denominazione.
Per ogni singolo prodotto vengono rilevate: l’unità di misura (UM), la quantità trasformata, la quantità prodotta e la resa.
Per tutte le specie che presentano almeno 5 prodotti vengono determinate la media, la deviazione standard e il coefficiente di variazione.
I valori anomali (evidenziati in rosso) vengono individuati sulla resa rispetto ai valori dei limiti tabellari “fissi” per specie desunti da fonte Istat.

Tabella D2- Rese prodotti trasformati allevamenti

Le rese dei singoli prodotti trasformati degli allevamenti vengono analizzate tenendo conto della tipologia di prodotto.
L’elenco delle produzioni estratto viene ordinato per prodotto e classificato per denominazione.
Per ogni singolo prodotto vengono rilevate: l’unità di misura (UM), la quantità trasformata, la quantità prodotta e la resa.
Per tutte le specie che presentano almeno 5 prodotti vengono determinate la media, la deviazione standard e il coefficiente di variazione.
I valori anomali (evidenziati in rosso) vengono individuati sulla resa rispetto ai valori dei limiti tabellari “fissi” per specie desunti da fonte Istat e ISMEA, riportati a piè di report.

Tabella E1 – Dati di sintesi bilancio riclassificato Inea

I dati di sintesi bilancio riclassificato Inea vengono analizzati su tutte le aziende selezionate per il controllo. L’elaborazione di questa tabella richiede l’esecuzione delle operazioni di chiusura di fine esercizio oppure l’apertura del report di bilancio. Per ogni singola azienda vengono rilevate le variabili: SAU, Unità di Lavoro Uomo (ULU), Produzione  Lorda Vendibile (PLV), Costi Correnti, Valore Aggiunto, Reddito Operativo, Reddito Netto e gli indici tecnici ed economici ottenuti dal rapporto di queste variabili.Per tutte le aziende vengono determinate la media, la deviazione standard e il coefficiente di variazione degli indici. I valori anomali del campione (evidenziati in rosso) vengono individuati rispetto ai valori minimi e massimi “fissi” e “mobili” degli indici. Sono evidenziate in rosso anche le aziende con Reddito Netto negativo.

Tabella F1 – Ricavi da servizi per attività connesse

I dati sui ricavi e servizi per attività connesse vengono analizzati su tutte le aziende selezionate per il controllo. L’elaborazione di questa tabella richiede l’esecuzione delle operazioni di chiusura di fine esercizio oppure l’apertura del report di bilancio. I ricavi per attività connesse sono raggruppati in: Agriturismo, Contoterzismo, Altre attività. Per tutte le aziende viene calcolato l’indice di incidenza percentuale delle attività connesse sulla PLV. I valori anomali – da verificare – (incidenza superiore al 50% ) sono evidenziati in rosso.

Tabella G1 – Aiuti pubblici per tipologia

I dati sugli aiuti pubblici vengono analizzati su tutte le aziende selezionate per il controllo. Gli aiuti pubblici sono raggruppati per fonte e categoria ed ordinati per descrizione.
Se la spesa ammessa è assente per i contributi in conto capitale, l’aiuto viene marcato con un controllo “(+)”.
La colonna Ctrl evidenzia gli aiuti per i quali  è richiesto un dettaglio specifico  da inserire:
– (*) : dettaglio assente;
– (**): quantità beneficiaria assente
.

Tabella H1 – Utilizzo delle forza lavoro

I dati sull’utilizzo della forza lavoro vengono analizzati su tutte le aziende selezionate per il controllo. Una finestra di dialogo avvisa se nelle aziende selezionate non sono presenti dipendenti. In tal caso l’elaborazione non viene eseguita. I dipendenti sono ordinati per codice azienda, tipo, e nome.
I valori anomali  del campione (evidenziati in rosso) vengono individuati nelle modalità seguenti:
– L’età viene evidenziata quando è inferiore a 18 oppure superiore a 65 anni;
– a.s (anzianità di servizio)= evidenziata quando supera 45 anni;
– Ctrl = verifica se l’anzianità di servizio è coerente con l’età del dipendente;
– Tfr-iniz (Fondo iniziale del TFR)= viene verificato che il fondo sia presente per i dipendenti con anzianità di servizio maggiore di 1;
– Giorni = verifica se sono inferiori a 10 o superiori a 300;
– Ore = verifica se sono inferiori a 10 o superiori a 2200;
– Salario = verifica se è presente in caso di presenza di ore/giornate di lavoro.
– TFR = verifica se è positivo  quando il salario è positivo, oppure nel caso in cui è inferiore al 5% o superiore al 10% del salario.
– hh/gg (ore di lavoro giornaliere) = verifica se inferiori a 4 o superiori a 10.
– Costo/h  (costo lavoro orario), calcolato come: (salario+tfr)/ore = verifica se è inferiore a 5 o superiore a 20 euro/ora.  Il costo del lavoro non comprende, in questo caso, gli oneri sociali che vengono rilevati in modo cumulativo.

Tabella L1 –Debiti di finanziamento e funzionamento

I dati su  debiti di finanziamento e funzionamento vengono analizzati su tutte le aziende selezionate per il controllo.
L’elenco viene ordinato per tipo di debito e fonte di finanziamento.
Il numero delle rate e i tassi di interesse sono associati solo ai debiti di finanziamento a quote costanti.
qc = debiti di finanziamento a quote costanti
Frq = frequenza in mesi dei pagamenti delle rate dei debiti a quote costanti
Int_1 = interesse effettivo pagato dall’azienda
Int_2 = interesse praticato dagli istituti di crediti al momento dell’accensione del debito di finanziamento.
Gli indici sono calcolati come rapporto di ogni singolo debito residuo sia al totale dei debiti totali aziendali (D/Daz) sia alla PLV.
Correggere le aziende in cui l’importo nella colonna “Pagato” è pari a zero.